Shelly The Pill è un piccolo dispositivo pensato per chi desidera dare una marcia in più ai classici sensori cablati. Al posto di sostituire l’intero impianto, questo gadget permette di collegare sensori a basso voltaggio e trasformarli in elementi smart, pronti a dialogare con la rete domestica e con gli altri componenti della casa connessa. Il formato compatto e il prezzo contenuto lo rendono interessante sia per chi sperimenta con la domotica nel tempo libero sia per chi progetta installazioni più strutturate.
Alimentazione USB-C e connettività Wi-Fi/Bluetooth
Il cuore del prodotto è una scheda che si alimenta tramite USB-C, scelta pratica perché consente di usare alimentatori diffusi, power bank o prese murali con porta integrata. Una volta collegato alla corrente, The Pill mette a disposizione sia il Wi-Fi sia il Bluetooth, combinazione che apre a diversi scenari di utilizzo.
Nel caso del monitoraggio della temperatura, il dispositivo può gestire letture provenienti da più punti contemporaneamente. In un’unica installazione è possibile controllare fino a cinque sonde, per esempio lungo il perimetro di una piscina o in diverse zone di un serbatoio d’acqua, così da tenere sotto controllo eventuali sbalzi. Lo stesso approccio può essere applicato in ambienti dove temperatura e umidità sono parametri sensibili, come serre, magazzini o armadi server.
Quando i valori misurati escono da una soglia impostata, il sistema può attivare automaticamente irrigatori, umidificatori o climatizzatori collegati all’impianto. In questo modo The Pill diventa un elemento centrale per gestire in modo automatizzato la risposta agli sbalzi ambientali, limitando l’intervento manuale.
Compatibilità con sensori esterni e funzioni avanzate
Uno dei punti di forza del dispositivo è la compatibilità “plug and play” con alcuni sensori largamente diffusi. Tra questi ci sono i DS18B20, dedicati alla misurazione della temperatura, e i DHT22, che combinano il rilevamento di temperatura e umidità. Il collegamento diretto semplifica l’installazione: il sensore viene connesso ai terminali di The Pill e, una volta configurato, è pronto per essere visualizzato e gestito tramite l’ecosistema Shelly.
Per progetti più complessi, il dispositivo non si limita all’uso base con sonde predefinite. Supporta modalità di ingresso analogico, input/output digitale e un add-on con relè a stato solido, utile per comandare altri circuiti senza usurare contatti meccanici. Alla base c’è la piattaforma Shelly Gen3, alimentata a 5V, capace di lavorare in un range di temperatura compreso tra -20 e +40 °C e con umidità compresa tra il 30 e il 70%. Si tratta quindi di valori adeguati a molti contesti domestici e professionali, sia interni sia in aree parzialmente esposte.
Dimensioni ridotte, gateway Bluetooth e prezzo
Dal punto di vista fisico, Shelly The Pill è effettivamente di dimensioni paragonabili a una pillola: 26 x 19,95 x 8,5 mm e un peso di appena 3 grammi. La scocca in plastica bianca è pensata per passare inosservata, per esempio fissata all’interno di un quadro elettrico o vicino al gruppo di sensori da gestire.
Oltre alla funzione principale di interfaccia per i sensori cablati, il dispositivo può agire anche come gateway Bluetooth per altri prodotti della linea Shelly BLU, come il sensore porta/finestra. In questo modo si riduce la necessità di avere più hub dedicati: The Pill può raccogliere i dati provenienti dai dispositivi Bluetooth nelle vicinanze e portarli sulla rete Wi-Fi di casa.
La disponibilità è immediata tramite lo store ufficiale del produttore, con distribuzione in tutta Europa. Il prezzo si mantiene attorno ai 10 €, cifra che rende possibile aggiungere più unità all’impianto senza incidere in modo significativo sul budget complessivo della domotica domestica o di piccoli progetti professionali.


