LG ha scelto il CES 2026 di Las Vegas per alzare il sipario su CLOiD, un robot pensato per l’ambiente domestico che segnerebbe l’ingresso del gruppo coreano nella corsa agli umanoidi “da casa”. La comunicazione arriva mentre l’industria accelera sugli assistenti robotici, con nomi come Tesla, Boston Dynamics e Figure AI già impegnati a mostrare prototipi sempre più avanzati.
Sullo sfondo, c’è un mercato che, secondo valutazioni degli analisti citate dall’azienda, potrebbe superare i 20 miliardi di dollari entro il 2030: un contesto in cui muoversi per tempo significa provare a guadagnare credibilità prima che la competizione diventi ancora più affollata.
LG punta sul CES 2026 per entrare nella corsa agli umanoidi
L’anticipo rispetto alla fiera sembra una scelta mirata: far parlare di CLOiD prima dell’apertura del CES consente a LG di presidiare l’attenzione mediatica e di presentarsi come un attore che intende giocare la partita fino in fondo. La logica è chiara: la robotica domestica sta passando dall’immaginario futuristico a una fase in cui i grandi player cercano una forma “commerciale”, almeno nelle intenzioni.
In questo quadro, LG lega il progetto a una visione dichiarata, “Zero Labor Home, Makes Quality Time”, che punta a ridurre il tempo speso in incombenze ripetitive. Restano, per ora, alcune domande: l’azienda ha scelto di non dettagliare compiti e funzioni, limitandosi a riferimenti generici alle faccende di casa. Anche l’identità estetica del robot non è stata ancora mostrata in modo completo, segno che la presentazione ufficiale è stata volutamente rimandata ai giorni della manifestazione.
Mani a cinque dita e sensori nella testa, cosa si sa
Sul piano hardware, l’elemento più concreto riguarda gli arti superiori: due braccia snodate con mani dotate di cinque dita mosse in modo indipendente, una scelta che, almeno sulla carta, dovrebbe aiutare nella presa e nella manipolazione di oggetti comuni.
LG colloca l’elettronica principale nella testa del robot, dove sarebbero presenti un chipset, un display, altoparlanti, una fotocamera e un insieme di sensori pensati per rendere l’interazione più “espressiva” verso chi lo utilizza. Proprio le mani, infatti, sono state al centro dei materiali diffusi finora: fotografie molto ravvicinate, senza una visione d’insieme del corpo.
È un tipo di comunicazione che nel settore è frequente, perché lascia spazio alla curiosità e consente di guidare la narrazione fino all’evento. Al tempo stesso, il fatto che manchino esempi operativi concreti rende difficile capire quanto il progetto sia vicino a un prodotto utilizzabile in una casa reale e quanto sia, invece, un concept in fase di maturazione.
Affectionate Intelligence e prove dal vivo
La parte software viene riassunta da LG con l’etichetta “Affectionate Intelligence”, descritta come una tecnologia proprietaria in grado di apprendere e affinare le risposte grazie a interazioni ripetute con l’utente. L’azienda la presenta come un’impostazione orientata a un dialogo neutro e semplice, con attenzione all’usabilità e a una forma di “empatia” artificiale.
Rimane aperta una domanda tecnica rilevante: non è stato chiarito se l’apprendimento avvenga direttamente sul dispositivo, se dipenda da risorse cloud o se adotti una soluzione mista. La prova del nove, in ogni caso, sarà la dimostrazione in fiera. LG ha indicato che allo stand del Las Vegas Convention Center il robot verrà inserito in “scenari di vita reale”, un passaggio osservato con particolare interesse perché la distanza tra demo controllate e affidabilità quotidiana a volte è ampia.
Dopo anni di progetti simili mostrati al CES e poi rimasti senza seguito (tra cui un precedente robot hub presentato da LG nel 2017) i nodi ricorrenti restano noti: costi elevati, complessità di movimento in case non “preparate” e requisiti di sicurezza stringenti quando si interagisce con le persone.
Prezzo e disponibilità, per ora, non sono stati comunicati: il CES 2025 diventa quindi il primo banco di prova per capire se CLOiD può uscire dal perimetro della vetrina e avvicinarsi a un’idea di prodotto consumer.


